Istruzione e partecipazione al mercato del lavoro.
Le maggiori possibilità di impiego e i guadagni dei laureati, in media più elevati rispetto a chi possiede un livello di istruzione più basso, forniscono, insieme ad altri indicatori di performance una misura di quanto l’investimento in istruzione rappresenti un modo efficiente di destinare le risorse, sia pubbliche che private.
Emergono, per tutti paesi, le seguenti regolarità empiriche:
• In corrispondenza di livelli di istruzione più elevati la partecipazione al mercato del lavoro e il tasso di occupazione aumentano, il tasso di disoccupazione diminuisce. L’investimento in istruzione garantisce, inoltre, ai soggetti più istruiti un reddito mediamente più elevato.
• L’istruzione contribuisce a diminuire il divario esistente fra uomini e donne sia per quanto riguarda la partecipazione al mercato del lavoro che per i redditi guadagnati.
• Ad eccezione di Grecia ed Italia, la laurea assicura, anche ai più giovani, una minore probabilità di essere disoccupati.
La percentuale di occupati e di persone in cerca di lavoro sul totale della popolazione in età lavorativa fornisce un’indicazione della partecipazione al mercato del lavoro di un paese. I tassi di partecipazione differiscono fra i paesi per molteplici ragioni, tra cui l’organizzazione economica, sociale e territoriale del mercato del lavoro e l’attitudine culturale riguardo allo stesso. Il tasso di partecipazione al mercato del lavoro è anche strettamente legato all’età e al livello di istruzione: i più anziani e i meno istruiti hanno una probabilità maggiore di essere inattivi sul mercato. I dati riportati di seguito, descrivono la relazione tra tasso di partecipazione e istruzione.
• Il tasso di partecipazione per gli individui in possesso di un titolo di studio inferiore al diploma di
scuola media superiore è in media pari al 69,5%. Varia dal 53% per l’Italia a quasi l’80% per il Portogallo.
• Per tutti i paesi riportati in tabella, il tasso di partecipazione aumenta in corrispondenza di livelli di istruzione più elevati: per gli individui in possesso di una laurea il tasso di partecipazione si avvicina, e talvolta supera, il’90%. In Italia si colloca intorno all’87% non tanto distante dalla media dei paesi OECD e dagli altri paesi europei.
La relazione positiva fra istruzione e partecipazione è sicuramente più marcata per le donne: il tasso di partecipazione passa dal 46,3%, per le donne in possesso di un titolo inferiore al diploma, all’84,3% per le laureate. In media, il tasso di partecipazione per gli uomini tra i 25 e i 64 anni in possesso di una laurea è, invece, superiore al 90%. Le differenze nei tassi di partecipazione fra uomini e donne si riducono quindi in corrispondenza di livelli di istruzione più elevati.
Link di Riferimento Istruzione E Partecipazione Al Mercato Del Lavoro.: www.recuperoanniscolasticidacasa.it
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Emergono, per tutti paesi, le seguenti regolarità empiriche:
• In corrispondenza di livelli di istruzione più elevati la partecipazione al mercato del lavoro e il tasso di occupazione aumentano, il tasso di disoccupazione diminuisce. L’investimento in istruzione garantisce, inoltre, ai soggetti più istruiti un reddito mediamente più elevato.
• L’istruzione contribuisce a diminuire il divario esistente fra uomini e donne sia per quanto riguarda la partecipazione al mercato del lavoro che per i redditi guadagnati.
• Ad eccezione di Grecia ed Italia, la laurea assicura, anche ai più giovani, una minore probabilità di essere disoccupati.
La percentuale di occupati e di persone in cerca di lavoro sul totale della popolazione in età lavorativa fornisce un’indicazione della partecipazione al mercato del lavoro di un paese. I tassi di partecipazione differiscono fra i paesi per molteplici ragioni, tra cui l’organizzazione economica, sociale e territoriale del mercato del lavoro e l’attitudine culturale riguardo allo stesso. Il tasso di partecipazione al mercato del lavoro è anche strettamente legato all’età e al livello di istruzione: i più anziani e i meno istruiti hanno una probabilità maggiore di essere inattivi sul mercato. I dati riportati di seguito, descrivono la relazione tra tasso di partecipazione e istruzione.
• Il tasso di partecipazione per gli individui in possesso di un titolo di studio inferiore al diploma di
scuola media superiore è in media pari al 69,5%. Varia dal 53% per l’Italia a quasi l’80% per il Portogallo.
• Per tutti i paesi riportati in tabella, il tasso di partecipazione aumenta in corrispondenza di livelli di istruzione più elevati: per gli individui in possesso di una laurea il tasso di partecipazione si avvicina, e talvolta supera, il’90%. In Italia si colloca intorno all’87% non tanto distante dalla media dei paesi OECD e dagli altri paesi europei.
La relazione positiva fra istruzione e partecipazione è sicuramente più marcata per le donne: il tasso di partecipazione passa dal 46,3%, per le donne in possesso di un titolo inferiore al diploma, all’84,3% per le laureate. In media, il tasso di partecipazione per gli uomini tra i 25 e i 64 anni in possesso di una laurea è, invece, superiore al 90%. Le differenze nei tassi di partecipazione fra uomini e donne si riducono quindi in corrispondenza di livelli di istruzione più elevati.
Link di Riferimento Istruzione E Partecipazione Al Mercato Del Lavoro.: www.recuperoanniscolasticidacasa.it
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